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comunicazioni istituzionali Sindacato Sigis

Iniziative istituzionali del Sindacato

LINK EMENDAMENTO ECOBONUS E VALORI: LA SIGIS HA PROVVEDUTO A PRESENTARE UNA RICHIESTA, RELATIVA AI SOLI IMPIANTI NATATORI, DI SOSTEGNO ALLA PROPOSTA LEGISLATIVA COME DAL LINK CHE SEGUE:

LINK MISURE URGENTI IN MATERIA DI SOSTEGNO OPERATORI ECONOMICI DELLA SENATRICE DANIELA SBROLLINI, PIU’ VOLTE INVITATA IN VIDEO CONFERENZA DAL NOSTRO SINDACATO

La Senatrice ha posto in evidenza le criticità e i valori di tutto il mondo dello Sport, in ginocchio dopo un anno di chiusura:

INOLTRE RIPORTIAMO IL LINK RELATIVO ALLA IMPIANTISTICA SPORTIVA, RELATIVO AL DECRETO LEGISLATIVO 38/2021, PIU’ VOLTE SOSTENUTO E SOLLECITATO DAL NOSTRO SINDACATO:

https://www.edilportale.com/news/2021/04/ristrutturazione/ristrutturazione-e-costruzione-impianti-sportivi-in-vigore-le-norme-semplificate_81964_21.html

E INFINE IL LINK SPERANZA SMENTITO DAI NUMERI:

Risultato dopo le numerose video trasmissioni con l’on. Federico Mollicone che, dopo un carteggio con noi della SIGIS, ha potuto presentare numerosi emendamenti per la riapertura delle piscine, sintetizzati da quel che riportiamo

https://www.ilgiornale.it/news/politica/lurlo-fratelli-ditalia-ora-fate-ripartire-sport-amatoriale-1937726.html

VOGLIAMO INOLTRE CHE SAPPIATE CHE, NELLE NUMEROSE VIDEO CONFERENZE CON GLI INTERLOCUTORI PUBBLICI E LE CONFEDERATE, ABBIAMO PORTATO AVANTI LE SEGUENTI INIZIATIVE A SOSTEGNO DELL’INTERO SETTORE SPORTIVO:

  • Congelamento delle bollette energetiche e abbattimento dei costi fissi relativi (misura che deve diventare definitiva, visto che lo Sport deve risultare attività sociale e pertanto rispondente agli articoli 41 e 42 della Costituzione, con tutti i benefici che ciò comporta).
  • Rinegoziazione dei canoni e dei costi di locazione con i Comuni (controparte ANCI)  e norme a sostegno delle misure previste per i contratti tra privati.
  • Rinegoziazione (ma l’interlocutore in questo caso sono le Banche, quindi l’ABI) dei mutui e dei leasing operativi.
  • Una norma che blocchi l’attività dei tribunali fallimentari, visto che numerose aziende e conduttori privati sono nelle loro mani.

Pertanto vi chiediamo di essere coesi nel sostegno al sindacato e più presenti quando chiediamo il vostro parere, per portare avanti iniziative più forti.  Ancora non vi abbiamo chiesto un riscontro economico, ma vi assicuriamo che questo diventa impellente, non solo perché stiamo sopportando i costi dell’attività, ma per sentirci più uniti in questa lotta epocale.

Grazie a tutti

Segreteria Sindacato SIGIS

Incontro con la Senatrice Daniela Sbrollini

Sintesi della videoconferenza del 26 marzo 2021

Presenti i Soci Sigis: Sergio Tosi, Maurizio Castagna, Walter Vuchenovich, Giuseppe De Palo, Mario Giugliano, Elisa Boscolo, Pino Anedda, Salvatore Napolitano, Michele Balzani, Ezio Barbera, Andrea Roberti

Durante la video conferenza con la Senatrice Daniela Sbrollini sono apparsi subito evidenti i problemi legati all’imprenditoria sportiva, che svolge sia il ruolo di promotore delle attività legate all’agonismo, sia quello di servizio sociale, legato al beneficio che apporta l’attività motoria, organizzata e guidata, alle categorie fragili, ai giovani, agli adulti.

Sostegno economico

Il problema più evidente è legato ai ristori o sostegni economici per le attività tutt’ora chiuse. I sussidi vengono erogati in base al fatturato che, per le SSD, è frazione minoritaria rispetto agli incassi istituzionali, mentre esclude di fatto le ASD senza partita IVA dai ristori. E’ necessario che le AGE operino distinguendo il primo dai secondi e il Governo si impegni a coprire i mancati incassi delle ASD con un fondo dedicato. Per le SSD bisognerebbe che sia abolito il limite dei 10 milioni annui relativi ai ricavi del 2019, perché possano accedere al ristoro anche le Aziende maggiori.

Intervento del MEF e dell’ ANCI

Ma nemmeno i sussidi basterebbero a tenere in piedi le strutture sportive, i gestori privati e gli imprenditori di settore, se non si ottenga di bloccare le cartelle esattoriali e le ingiunzioni a pagare da parte delle aziende fornitrici, specialmente quelle che erogano energia. Per le aziende sportive non è più possibile pagare, a questo punto, dopo un anno di stop e le spese degli adempimenti dovuti alle procedure COVID,  IVA, TARI, gli F24, le utenze. Con tutto ciò che ne deriva in termini di corretta operatività e gestione economica. La mancanza di liquidità delle imprese sportive, piccole o grandi che siano, impedisce sia di corrispondere le rate di mutui accesi a sostegno dell’attività, e a far fronte alle altre esposizioni finanziarie dovute all’operatività di impresa, sia i canoni ai proprietari degli immobili, che siano l’ente pubblico o il privato cittadino. Questa situazione può essere sanata con una serie di provvedimenti che siano posti all’attenzione non solo del sottosegretario allo sport e al responsabile del dipartimento o ufficio dello sport, ma anche all’ANCI e al MEF. In primo luogo i comuni dovrebbero concedere la sospensione del canone di locazione per tutti i mesi di chiusura e permettere che, alla riapertura e in base alle necessità di bilancio del gestore, lo stesso canone venga ridiscusso, dilazionando i versamenti. Non solo, ma « di fatto », le concessioni dovrebbero essere prorogate almeno di 5 anni, non fosse altro per permettere al conduttore privato di fare fronte alle eventuali esposizioni finanziarie. Anzi, proprio per rimarcare che gli imprenditori sportivi sono esposti, forse in misura maggiore, non potendo contare sugli utili di impresa e non potendoli accantonare, alla scure delle rate dei mutui e dei leasing operativi da onorare, se ne chiede una moratoria, con intervento del MEF presso l’ABI, perlomeno fino alla riapertura degli impianti con il ritorno all’attività del 100% degli utenti pre-Covid. I Comuni dovrebbero essere « costretti » da una norma imperativa del Governo a « trattare » con i gestori. Infatti non basta più quanto affermato dalla Legge 17/7/2020 n.77 di conversione del decreto legge 19/5/2020 n.34 (Decreto Rilancio) laddove, al secondo comma dell’articolo 216, si concedeva la « possibilità » di concordare e ridefinire i rapporti tra Ente proprietario e Gestore privato. Per quanto riguarda gli affitti verso il privato si chiede che venga innalzata la percentuale di riduzione- nei mesi di chiusura e fino al termine dell’emergenza- per gli affitti tra privati, fino al 60% con relativo annullamento IMU per il proprietario dei locali.

Utenze

Le cartelle esattoriali e le bollette per le utenze andrebbero sospese fino alla riapertura degli impianti, concedendo una ridefinizione dei versamenti dovuti fino a quel momento. Inoltre si approfitta della attuale disastrosa situazione per chiedere con forza che, visto il contributo che il mondo dello sport offre all’intero paese non solo dal punto di vista sociale, ma anche sul versante sanitario, con relativo abbattimento dei costi per le cure e le ospedalizzazioni, le accise e i costi fissi vengano definitivamente scorporati dalle bollette per i gestori e i proprietari di aziende sportive (le ASD e le SSD di capitale)  La richiesta è di valutare di poter acquistare prodotti petroliferi ed energia elettrica alla stregua delle amministrazioni comunali con le stesse convenzioni CONSIP. Quindi chiediamo il blocco dei decreti ingiuntivi e uno scudo normativo contro tutte le azioni volte al recupero del credito, in base a « cause di forza maggiore »  non imputabili al gestore e al conduttore di impresa sportiva.

Ristoro per i collaboratori

Per quanto riguarda i collaboratori, abbiamo espresso soddisfazione per l’accoglimento delle nostre ragioni nell’ultimo « decreto sostegni », che ha valutato l’impegno di ogni singolo lavoratore dello sport nel nostro settore. Purtroppo l’artificiosità delle procedure burocratiche non permette affatto di distinguere caso da caso. E capita che un docente di sostegno supplente a scuola per due ore settimanali e un lavoro nei centri sportivi superiore alla contribuzione annua di 10000 euro si veda negato l’assegno dagli uffici di Sport&Salute. In tali casi (l’ultimo citato è solo un esempio) bisogna che il contraddittore pubblico possa venir contattato direttamente, affinché sia valutato caso per caso. Quindi i Soci SIGIS chiedono che si possa accedere agli uffici dei decisori referenti all’interno di Sport&Salute, superando l’automazione e l’artificiosità delle procedure.

Voucher ed altri crediti

Altro problema affrontato è quello dei voucher. Abbiamo chiesto che non solo quelli relativi ai crediti dei soci/utenti verso i gestori e i conduttori di impianti sportivi vengano in qualche modo ristorati grazie all’ intervento pubblico, ma che possa essere immaginata una norma che inquadri l’attività sportiva e motoria come di « supporto » all’assistenza clinico-farmacologica.  Valutando in tal modo l’esperienza motoria si potrebbero concedere ai cittadini detrazioni fiscali, ampliando i soggetti beneficiari attraverso l’ISEE, individuando i limiti di spesa e con la semplificazione dell’operatività tramite scansione della tessera sanitaria come avviene nelle farmacie quando si acquista un farmaco. Un sistema così strutturato oltre a stimolare la ripresa delle attività, sarebbe utile per ottenere dati tracciabili e riscontrabili sull’attività fisica dell’intera popolazione. Per quanto riguarda gli abbonamenti non goduti, si chiede che venga ratificata la possibilità, per i conduttori di impianto sportivo, di dilazionarne il rimborso, agganciando il credito ad un nuovo abbonamento.

Riforma dello Sport

Infine si chiede di rivalutare il testo della Riforma dello Sport. Specialmente riguardo al lavoro sportivo dei collaboratori. Attrarre come dipendenti, sulla base delle disposizioni normative, le migliaia di collaboratori sportivi, nelle piccole palestre o nei grandi centri polisportivi, vuol dire chiudere gli impianti o imporre tariffe commerciali agli utenti e, soprattutto, all’utenza meno disponibile alla spesa non di prima necessità, assolutamente insostenibili. Abbiamo calcolato che i costi per gli utenti-soci aumenterebbero mediamente del 60%. Non solo, verrebbero meno tutti i presupposti della qualità dell’insegnamento sportivo e motorio. Per garantire le quote sociali, troverebbe spazio l’insegnamento tecnico meno qualificato. Si chiede pertanto l’istituzione di un fondo di categoria capace, con versamenti assai inferiori di quelli immaginati per l’INPS, di riuscire ad assicurare un futuro post-lavorativo almeno decente ai collaboratori dello sport, e gli ammortizzatori sociali come per le altre categorie di lavoratori, operando investimenti oculati sul mercato assai meglio di quanto (non) riesca a fare l’ente pubblico, e con versamenti assai maggiori. Si chiede inoltre, nel caso di approvazione della Riforma, di elevare la soglia esente da 10000 a 15000 euro, secondo il dettato della 389/2000 art. 37, della 289/2002 art.90 e della puntualizzazione del primo dicembre 2016 dell’Ispettorato del Lavoro relativo all’art 67 comma 1 lett. M.

Municipalizzate

Per finire abbiamo pregato che l’ANCI intervenga laddove le municipalizzate operino in concorrenza (sleale) con i gestori privati di impianti pubblici, partecipanti alla gare d’appalto.

Abbiamo deciso di richiedere la presenza  della senatrice Sbrollini, se possibile con la sottosegretario Vezzali e un rappresentante autorevole dell’ANCI o del MEF.

Cordialmente

Maurizio Castagna, Segretario Sindacato Sigis