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Comunicato Sigis

Gentili soci,

In queste frenetiche settimane che ci vedono ancora al palo per quanto riguarda la riapertura degli impianti, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con gli assessori allo Sport e alle politiche sociali di Veneto e Liguria. E di essere ascoltati, come Sigla autonoma sindacale, al Senato, VII commissione LL.PP.- mentre martedì avremo una interlocuzione alla Camera, VII commissione Cultura, Scienza e Istruzione- per dibattere di altri temi che ci interessano, inseriti nel testo Unico per la Riforma dello Sport. Sembra una boutade, visto che l’assurda imposizione della chiusura degli impianti, gli unici in Italia, al confronto delle altre attività di lavoro, che permettono una reale tracciabilità degli utenti, nel rispetto delle procedure imposte dai vari, infiniti, contestabilissimi DPCM, non ci permette di proseguire nella nostra attività di lavoro.

Abbiamo sottolineato il valore assoluto della attività motoria come baluardo della salute pubblica, e l’impossibilità di gestire palestre, piscine e centri sportivi, senza una adeguata base di utenti. E senza misure contenitive del danno economico, come l’abbattimento delle accise e dei costi fissi sulle bollette energetiche, visto che bisogna anche considerare che quest’anno c’è una previsione di aumenti per acqua, luce e gas fino al 4,90% ; quello dei canoni di locazione sia pubblici che privati, la moratoria per leasing operativi e per i mutui, fino al 30/09/2021 in base al DL 18/2020 art.65 che ne differiva le scadenze già al 31 gennaio 2021 ; l’annullamento delle cartelle esattoriali, o perlomeno rimandandone la riscossione al termine del 2022 (atteso che la BCE ha esercitato una stretta sugli sconfinamenti di conto corrente fino al punto di indicare come cattivo pagatore anche chi è « in rosso » di soli 100 euro, segnalandolo alla centrale rischi, con immediato blocco dei RID)

Inoltre abbiamo dibattuto al Senato, e lo faremo nuovamente alla Camera, sulle previsioni di legge (nell’atto indicato come 230 in allegato) in merito al nuovo contratto dei collaboratori sportivi che comporterebbe l’automatica attrazione dei collaboratori sportivi nella forma di dipendenti, senza che nemmeno venga previsto uno sbarramento ai 10.000 euro annui (noi avremmo proposto 15000 euro annui, elevando la soglia per i collaboratori sportivi secondo le vecchie procedure). E, soprattutto, sui contributi previdenziali previsti. L’insostenibilità della proposta appare evidente a tutti noi, forse il proponente non conosce a fondo le dinamiche del nostro settore.

Vi proponiamo una video conferenza per lunedì 18 gennaio, in modo da raccogliere le vostre indicazioni nel merito dell’atto 230 e degli altri che alleghiamo a questa nostra nota.

Invieremo dalla nostra segreteria l’invito con il link zoom sperando di avervi con noi numerosi

Vi ringraziamo per l’attenzione

Maurizio Castagna

Segreteria SIGIS

REDAZIONE

AUGURI

Il Sindacato Sigis augura a tutti i suoi iscritti un Buona Natale e un felice anno nuovo.

REDAZIONE

NUOVO PROMOZIONI CON EDEN SANIT FARMA

Nuovo promozioni grazie ad Eden Sanit Farma riservate a tutti gli associati al Sindacato Sigis.

Per i dettagli vi invitiamo a visitare la pagina delle promozioni

REDAZIONE

Il Sigis incontra in videoconferenza il premier Giuseppe conte

Si è concluso, ieri, 27 ottobre, con apprezzabili risultati, il lungo video incontro tra i rappresentanti del mondo sportivo e il Premier Conte, il Ministro Spadafora e il Ministro Gualtieri. Molti i partecipanti delle sigle di rappresentanza del mondo dello sport, oltre al Presidente del Sigis Sergio Tosi erano presenti i referenti di CIWAS, AGISI, GRIS Abruzzo, insieme con Fit-com, Confesercenti-ASI, il Presidente del Coni Malagò, l’Onorevole Barelli ed altri rappresentanti delle Istituzioni.

Ad aprire l’incontro il Premier Conte che ha evidenziato la necessità di trasmettere tranquillità, per quanto possibile, agli affiliati e ai tesserati, in questo cruciale momento che non necessità di ulteriori tensioni, proseguendo poi con le anticipazioni del prossimo Decreto, relativo ai ristori per il settore, riportato, nella sua forma definitiva con comunicato stampa n.27 dello stesso giorno.
E’ seguito poi un importante lavoro di squadra tra le Confederate e i Sindacati di settore che, nei rispettivi interventi, hanno saputo rappresentare le istanze a supporto del settore già inviate in precedenza e la gravità della situazione.Sono stati valutati tutti gli aspetti economici, sociali, commerciali, fisiologicamente funzionali, relativi al terzo settore e alle categorie fragili, che coinvolgono nella dimensione sportiva milioni di persone.
Il Presidente Tosi ha evidenziato che il Governo, posto che sia giusta questa decisione, debba prevedere affinchè siano garantiti, oltre al diritto allo sport per tutti e all’attività fisica e motoria di base, anche i sussidi che garantiscano i presupposti dell’equilibrio di bilancio per tutte le imprese e società coinvolte nel settore.

REDAZIONE

Il Sigis scrive al Governo

Gentile dottor Pierro,

nelle more delle decisioni del governo, potrebbe spiegarmi cosa significa, relativamente al nostro settore, che (la faccio breve)  le piscine e le palestre resteranno chiuse, fatto salvi i “livelli minimi di assistenza”? E cosa significa, per lei, attività di base?

Io credo che, prima di tutto, sia necessario acquisire le terminologia adatta ai vari percorsi motori o di assistenza motoria, avendo bene in mente che, la maggior parte, o la totalità degli impianti sportivi offrono livelli eccellenti di assistenza nel caso di patologie che pretendono terapie motorie e che operano, con quote e abbonamenti minimi, nel settore dell’attività motoria “guidata” per tutti. Ovviamente rimarcando che abbiamo eseguito alla lettera le prescrizioni protocollari, pronti ad intervenire ulteriormente secondo i desiderata del Ministero e del Governo (la buona pratica è certificata dalle centinaia di ispezioni NAS e ASL che non hanno trovato motivi per contestarla)

Forse c’è chi ancora crede che lo sport sia il campionato di calcio di serie A o le attività federali di competizione ad alto livello

Mi scusi, ma è un argomento che va affrontato, proprio adesso che questo paese rischia di trovarsi senza più alcun supporto nel settore, con le categorie fragili (anziani, malati, disabili) senza più alcuna speranza di venir aiutati dalla pratica “terapeutica” motoria

Confido in un suo intervento presso le Autorità decisionali

Buona giornata

Maurizio Castagna

Segr. SIGIS

REDAZIONE

COME NON SUBIRE

Il mondo dello sport è sotto assedio.

Abbiamo assistitito, basiti, all’assalto del fortino della attività motorie : le truppe ossidionali delle ASL e dei NAS sono entrate nei nostri impianti ed hanno effettuato controlli a tappeto, in quelli che sono artatamente e subdolamente indicati come « centri di contagio ».

E, udite udite, non hanno trovato le refurtiva, nessuna traccia del virus maledetto, nessuna norma del protocollo violata, nessun operatore che non fosse perfettamente edotto della buona pratica nel momento emergenziale.

E mi pare dovessi arrivare a 67 anni per ascoltare, con le mie orecchie e ad occhi spalancati, i NAS complimentarsi per la gestione dei nostri centri.

Dal Brennero a capo Pachino, tutti i gestori privati, i piccoli proprietari di palestre e centri sportivi, i conduttori di piscine pubbliche, hanno dimostrato che quando si vuole, si può, anche in questo sgangherato paese. Anche in emergenza, senza badare al profitto ma solo al sociale e all’etica di condivisione. E davvero non si capisce, in luoghi dove la trasgressione della legge pare quasi un diritto acquisito per nascita sul suolo italiano, come si possano sanzionare, con la prospettiva del fallimento, coloro che, a quella legge, obbediscono e si conformano, applicando i protocolli.

Eppure si vuol chiudere un settore che fa risparmiare 2 miliardi di euro all’anno alla sanità pubblica (5 mld se venissero coinvolti tutti gli italiani sedentari). Attività imprenditoriali che custodiscono con cura professionale e attenzione sociale il benessere fisico e psicologico della popolazione, infantile, adolescenziale, giovanile, adulta e anziana.

Vogliamo parlare di quanto abbiano sofferto gli anziani chiusi nelle proprie case, senza attività motoria, dei loro quadri emato-chimici completamente sballati dopo il lockdown ? Vogliamo parlare dei disabili cognitivo relazionali ? Privati del loro spazio vitale, dei loro educatori ? Ragazzi che hanno visto vanificare anni di miglioramenti ottenuti con sacrifici, lavorando nei nostri impianti, con un regresso che non sarà mai più compensato ?

Vgliamo parlare del mutato atteggiamento psicologico dei ragazzi e degli adulti chiusi in casa, privati della loro attività motoria quotidiana ?

Delle centinaia di migliaia di lavoratori del mondo dello sport, categorie non garantite dagli ammortizzatori sociali, che andranno a riempire le fila dei questuanti alla Caritas ?

Ma sappiamo che la cosiddetta classe politica da questo orecchio non ci sente. Sappiamo che il famigerato CTS « vola alto » sulle nostre disperazioni umane, senza prendere in considerazione il contesto, senza valutare i pro e i contro di queste misure draconiane.

Ebbene, visto che la voce è flebile, varrà il gesto. Non ci resta che manifestare e, insieme, adire le vie legali.

Faremo ricorso al TAR se lo ritenessimo necessario, se decidessero di chiudere i nostri impianti, e andremo avanti nei diversi gradi di giudizio, nel caso non fossero valutate le nostre ragioni e nella giusta misura.

Sappiamo di aver subito troppo e troppo spesso. Sappiamo di essere il perfetto capro espiatorio dell’inefficienza della macchina statale in materia di sanità, trasporti e organizzazione scolastica. Sappiamo che paghiamo la corruzione e le concussioni della burocrazia amministrativa pubblica. Speriamo che tutto questo non valga la cessione delle nostre imprese alle multinazionali estere di settore, o nelle mani, rapaci e volgari, della criminalità organizzata, una volta che si decidesse di chiudere per disperazione

In altre epoche si sarebbe arrivati al redde rationem in altro modo, nel civilissimo 2020, in nome delle guarentigie costituzionali, andremo in tribunale.

Poi scenderemo in piazza, mostrando le certificazioni delle ASL e dei NAS.

Infine, speriamo di non dover opporre una sorta di disobbedienza civile, magari cominciando a restituire le cartelle esattoriali e a non pagare le utenze.

Basta subire, l’obbligo del rispetto all’autorità è cosa opportuna, come cosa dignitosa è non genuflettersi ai referenti pubblici.

MAURIZIO CASTAGNA

REDAZIONE

Considerazioni in merito al Dpcm del 13 ottobre

Documento Sigis

Abbiamo sotto gli occhi le prescrizioni e gli obblighi del nuovo DPCM del 13 ottobre, relativi, anche, alle attività motorie e sportive.

Fortunatamente un settore “vitale” come lo sport, vitale in tutti i sensi non è stato scosso dalle nuove disposizioni (1 euro investito nello sport fa risparmiare al sistema paese 7 euro nella Sanità pubblica e se fossero coinvolti gli italiani sedentari-il 50% della popolazione- nelle attività sportive e motorie di base, il risparmio salirebbe a 2 mld di euro l’anno, considerando l’abbattimento dei ricoveri e delle spese farmaceutiche e chirurgiche)  

Il danno oramai fatto a suo tempo, non si ripeterà. I quadri ematici, di anziani costretti alla sedentarietà coatta, completamente sballati a fine quarantena; i gravissimi problemi provocati ai disabili, privati dello spazio vitale e del contatto con educatori ed operatori tecnici, parliamo soprattutto dei disabili cognitivo relazionali, non colpiranno più la parte più fragile della popolazione, ironia della sorte proprio quella chi si voleva difendere.

Ovviamente vanno seguiti tutti i comportamenti preventivi già solidamente attuati in tutte le strutture adibite all’accoglienza di coloro che fanno attività motoria o sportiva, più o meno competitiva.

Un errore risulta evidente ai nostri occhi quando si citano gli sport di contatto. Sono infatti permessi quelli agonistici e di base (cosa vuol significare, il signor Ministro, con questo termine?) sotto l’egida delle FSN (federazioni sportive nazionali-CONI) degli EPS (Enti di Promozione Sportiva-Sport&Salute) e delle DSA (Discipline Sportive Associate) nonché del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e delle federazioni ad esso afferenti. Vengono vietati quelli “amatoriali” (cosa vuol significare con questo termine, il signor Ministro?) Perché, a nostro avviso, con la competenza di 60 anni in questo settore, l’attività motoria di base è proprio quella organizzata in proprio, senza legarsi a enti e federazioni. Quella amatoriale, differente da quella federale, meno competitiva, articolata nei settori dello sport per attività ludica, di base e preventiva e del terzo settore, è promossa, in luogo delle FSN, dagli EPS, ed è perfettamente gestita dagli organi e dagli Enti di controllo preposti e non si vede in che modo possa essere discriminata dall’altra. Il Ministro forse, con termine improprio, avrebbe voluto significare che quella “amatoriale” è invece quella praticata dai famosi 4 amici al bar che organizzano una partita di calcetto, andando a prenotare il campetto sotto casa, senza alcuna precauzione preventiva. Ma non può essere così e vediamo perché. Le strutture sportive che permettono la fruizione dei campi da calcetto, per accedere alle facilitazioni fiscali della 289/2002, inevitabilmente debbono affiliarsi a una FSN o a un EPS, tesserando come soci tutti coloro che frequentano il Centro sportivo. Rientrando (ognuno di loro) come atleta competitivo (federale o “di base” come afferma il Ministro, “amatoriale” come diciamo noi) e quindi con il permesso di svolgere attività, di contatto o meno. Se i paragrafi F e G del punto 6 delle Misure Urgenti di Contenimento dell’attuale DPCM, dicono il vero

Invito quindi tutti gli associati del SIGIS a affiliare i propri centri (ma sono sicuro lo abbiano già fatto) ad un ente sportivo di promozione, tesserando tutti coloro che, in detto centro, svolgano attività sportiva amatoriale o di base. Ovviamente è necessario che si muniscano, gli sportivi, di un certificato medico sportivo, magari di tipo agonistico, e che tutte le procedure di contenimento siano rispettate, dai gestori o proprietari, ai collaboratori, agli sportivi.

MAURIZIO CASTAGNA

REDAZIONE

Consigli legali su contenziosi con le amministrazioni

Gentili soci,
su esplicita richiesta di alcuni di voi, e sulla falsariga e l’esperienza del socio Sport Management, pubblichiamo le linee guida sperimentate nella rinegoziazione dei rapporti tra Società di gestione e Comune proprietario, firmate dallo studio legale De Vivo :

« Allego alcune possibilità sperimentate con Sport Management  ed inerenti alla rinegoziazione del rapporto pubblica concessori. Si tratta sempre di possibilità che sono legate alla buona volontà  della P.A e dall’eventuale contenzioso in atto:

1. Rinegoziazione del rapporto concessorio per squilibrio del PEF ex art 165 e 175 Codice Appalti;
2. Riequilibrio del PEF tramite la concessione di un contributo speciale;
3.Prolungamento del contratto;
4. Estinzione del debito derivante dal canone concessorio;
5. Piano di rientro per credito relativi al canone concessorio antecedente al periodo covid.
6. Rinegoziazione Tariffe concessori.

Sarebbe necessario aggiungere che si può dare il nominativo di un avvocato amministrativista pronto a sostenere l’ardente in tale cammino».

Cordiali saluti,
Avv. Federico Tosi

Studio Legale Avv. Davide De Vivo
Patrocinante in Cassazione e dinanzi alle Giurisdizioni superiori
Via Andrea da Bari, 157 – 70121 Bari
Via Trainotti, 1 – 37122 Verona
Largo Leopardi, 12 – 00185 Roma

REDAZIONE

Cartellonistica per i soci Sigis

Gentili soci,

come promesso avanziamo proposte sia per la cartellonistica da esporre nei vostri impianti che per i moduli delle indicazioni tecniche destinate ai lavoratori e agli utenti.

Ovviamente sono quelle che usa il socio Sport Management per i propri impianti piscina e, in particolar modo, per quello di Novara (infatti i nomi dei responsabili del DVR (documento rischio biologico) sono tutte persone di Sport Management o legate da contratto a Sport Management. Ognuno indicherà i propri referenti, ovviamente)

Come potete osservare su ogni modulo compaiono – oltre a quello della società – i loghi del SIGIS in evidenza. Vi chiediamo di esporli.

Grazie.

REDAZIONE

Il segretario Sigis Castagna ospite su Tg Com 24

Ieri alle ore 10,30 al notiziario di TGCOM 24 sui canali mediaset è stato intervistato il segretario del SIGIS Maurizio Castagna sulle problematiche legate al mondo del calcetto e al rinvio della riapertura di queste strutture sportive all’ulima settimana di giugno rispetto a quanto comunicato dall’Ufficio sport del monistero competente ai vertici del nostro sindacato, con data ultima 16 giugno.

Il segretario ha sottolineato che ogni sport di contatto, che si svolga in acqua in ambiente protetto o a secco, al chiuso (boxe, judo, pallavolo) o all’aperto (rugby, calcetto) comporta si un contatto che, eprò, non è diverso da quelli che avvengono nel mondo del calcio. E che, comunque, specialmente in alcune aree del paese, oramai a zero contagi da tempo, tenere chiusi questi piccoli centri destinati all’attività motoria di base è palesemente assurdo. Da un punto sanitario e psicologico ma, soprattutto economico.
I costi continuano a gravare sulle conduzioni aziendali, o più semplicemente familiari, degli impianti, mentre viene negato l’afflusso di cassa che è l’unico presupposto per l’equilibrio di bilancio.

E, ha aggiunto il prof. Castagna, per evitare un fallimento quasi annunciato di queste piccole imprese sportive. 

Si ringrazia mediaset per aver dato voce a chi grida inascoltato nel deserto, il piccolo imprenditore sportivo al quale vengono negati diritti ed imposti doveri. Nessun dei giornalisti ha impedito al nostro segretario di portare a termine il suo appassionato intervento, di questo rendiamo loro merito.

REDAZIONE