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PROGRAMMA SINDACALE

Le battaglie del sindacato per l’emergenza e per una nuova normativa che comprenda la necessità del rinnovamento delle imprese del settore. Sospensione dei versamenti dei canoni di locazione per le associazioni sportive e le società che hanno in concessione impianti pubblici e per le società sportive affidatarie di impianti sportivi di proprietà privata; abolizione della TARI per le ASD che hanno in gestione impianti pubblici;

sospensione di dodici mesi del pagamento delle rate dei mutui agevolati concessi dall’Istituto per il Credito Sportivo o altro Istituto di Credito o con qualsivoglia altro Istituto Finanziario per opere di riqualificazione, ampliamento o nuova costruzione di impianti sportivi a favore dei soggetti pubblici o privati;

incremento a 300 milioni del limite massimo dell’indennità riconosciuta da Sport e Salute S.p.A., per l’anno 2020, anche in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche (il limite attuale è pari a 50 milioni); blocco degli sfratti relativi ai contratti di locazione dei luoghi dello sport;

proposta di concessione di contributi per far fronte alle spese derivanti da interventi straordinari in ordine alla sanificazione e pulizia degli impianti, all’installazione di impianti di sanificazione, all’adeguamento dei locali per l’accesso controllato di atleti e pubblico;

richiesta di eliminare, con riferimento all’indennità di cui all’art. 96 del D.L. 18/2020, la previsione della priorità per i collaboratori sportivi che, nel periodo di imposta del 2019 non abbiano percepito compensi superiori a 10.000 € (tale limite rischia di favorire i collaboratori saltuari, ad esempio studenti, a scapito dei collaboratori continuativi che esercitano tale attività con carattere di professionalità;

Molti gestori aderenti al Sigis, sono preoccupati dalla situazione e temono di non poter più riaprire gli impianti e di cessare l’attività di gestione, con la conseguenza di riconsegnare gli immobili sportivi ai legittimi proprietari pubblici o privati che siano. L’invito da parte del sindacato è quello di non mollare e restare uniti per permetterci di continuare l’attività per il prossimo futuro, per salvaguardare collaboratori e atleti degli impianti. Tutti gli aderenti al sindacato sono pronti a prendersi i soliti rischi imprenditoriali, oggi ancora maggiori, ma c’è bisogno che gli enti pubblici (credito, fisco e federazioni) siano al nostro fianco, al di là delle semplici promesse.

Il sindacato si augura in questo momento di essere intransigenti e che non vi siano società e strutture che si pongano quali alternative alla nostra attività di gestori, con condizioni inapplicabili, ma con la speranza che, una volta acquisiti gli impianti, possano poi trattare ben altre condizioni più favorevoli. Tali situazioni cominciano già a emergere e il sindacato in questo sarà vigile e attento, denunciando in tutti i modi condotte simili. Peggio ancora se tali comportamenti sono praticati da chi dovrebbe tutelare i gestori e occuparsi di altro, come la promozione e organizzazione dello sport.

Sigis ci tiene inoltre a sottolineare con forza che per poter accedere a mutui e prestiti (con banche pubbliche o private) ci sarebbe la necessità di ottenere il prolungamento delle gestioni, problematica di stretta attualità e già ottenuta dai balneari che negli scorsi giorni si sono visti concedere prolungamenti fino a 13 anni nella gestione dei loro impianti

Sigis propone vengano adottate iniziative per prevedere, nel prossimo provvedimento governativo utile, la possibilità di compensazioni fiscali per tutti i gestori di attività sportive, professionistiche e amatoriali che utilizzino a pagamento, attraverso convenzioni e simili, strutture pubbliche per lo svolgimento delle proprie attività caratteristiche;

Ed altre tese a prevedere, nel prossimo provvedimento utile, per l’anno 2020, un credito d’imposta del 100 per cento dell’ammontare del canone di locazione per luoghi dove si svolge attività sportiva, sia di natura pubblica che privata

Di adottare iniziative per il prolungamento dei termini di sospensione degli adempimenti tributari e contributivi per le imprese sportive almeno fino a dicembre 2020;

adottare iniziative per il prolungamento dei termini della cassa integrazione e degli strumenti di ammortizzatori sociali nel settore sportivo almeno fino a dicembre 2020;

Adottare iniziative per la cancellazione dei canoni di concessioni a carico delle associazioni delle società sportive che gestiscono impianti pubblici per l’anno in corso e dimezzamento del canone 2021;

Promuovere iniziative, per quanto di competenza, per garantire la proroga annuale delle concessioni sportive

Sigis si augura vengano promulgate nuove norme atte ad introdurre deroghe alle norme urbanistiche e al codice degli appalti in materia di potenziamento e di miglioramento per gli impianti;

E che venga previsto lo sgravio fiscale dei costi di sanificazione e di adeguamento delle strutture nell’attuale periodo di emergenza

Promuove iniziative per l’estensione dei voucher introdotti dal decreto «Cura Italia» alle attività sportive, per garantire imprese e utenti già sottoscrittori di un abbonamento;

SIGIS inoltre si batterà per ottenere la non esigibilità dei crediti derivanti da utenze luce/gas/acqua maturanti durante l’anno 2020 impianti sportivi dall’11-5-2020 all’u11-5-2021. Pertanto che vengano bloccate le azioni di recupero crediti da parte dei creditori verso i gestori degli impianti sportivi;

Tutte le spese (vedi protocollo igienico sanitario) di adeguamenti impianti contro il coronavirus dovranno essere riconosciuti come manutenzione straordinaria ed eccezionale pertanto a carico delle amministrazioni concessionarie e degli affittuari privati.

SIGIS fornirà linee guida ed assistenza per i corsi di specializzazione dei collaboratori e dei dipendenti, nella strategia di contenimento del virus.

E fornirà assistenza legale indicando strategie difensive per i gestori laddove, in eventuali giudizi civili, fosse attivato nei loro confronti un titolo di responsabilità aquiliana oggettiva, ad esempio l’art. 2051 c.c.

Infine SIGIS si farà carico di rivedere, con i soggetti preposti, il governo, le autorità pubbliche, la vexata quaestio della contrattualistica di settore quindi il problema dell’inquadramento dei collaboratori, evidenziato anche prima dell’emergenza, e che si è palesato, in questo momento critico, di estrema gravità

SINDACATO SIGIS