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Archivio mensileNovembre 2021

Decreto Legge 26 novembre 2021 n. 172

Salviamo le piscine

Conferenza Stampa 6 dicembre 2021

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DRAGHI

Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori

www.gestoripiscine.it coord.gestoriimpiantinatatori@gmail.com
Roma, 23 novembre 2021

Illustrissimi,
Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi presidente@pec.qoverno.it
Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri uscm@palazzochigi.it
Presidente Conferenza delle Regioni conferenza@regioni.it
Ufficio per lo sport ufficiosport@qoverno.it
Capigruppo parlamentari
Presidente ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Antonio De Caro info@anci.it


OGGETTO – Lettera aperta al presidente Draghi
Illustrissimo Presidente del Consiglio,
A poco più di un mese dalla fine del 2021 ci troviamo a riferirle la situazione drammatica che ancora affligge il settore degli impianti sportivi, in particolar modo quello degli impianti natatori qui rappresentato dalle nostre sigle (AGISI, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e SIGIS) riunite nel Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori. A queste si aggiunge l’autorevole sostegno di Forum Piscine che da sempre rappresenta il punto di rifermento del comparto Piscine a livello internazionale.
Il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza. Avrebbe dovuto rispondere alle esigenze del comparto, fornire risposte chiare e aiutare in modo concreto le numerose società di gestione – in massima parte ASD e SSD – che si occupano di migliaia impianti natatori italiani di proprietà pubblica.
Ci consenta di partire da un’immagine che mai come oggi si adatta a una situazione drammatica e a un settore che si avvia verso il baratro. Ebbene, illustrissimo Presidente, siamo in balia delle onde.
Nonostante i buoni propositi degli ultimi mesi, nessun Governo, né l’attuale né il precedente, è stato in grado di fornire al nostro settore un aiuto concreto per l’oggi e una visione di prospettiva per il domani. L’inizio ormai imminente del 2022 impone a noi tutti una riflessione chiara e schietta sulle difficoltà di un settore che si sta avviando in maniera drammatica verso il default.
Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori

Più sport meno malattie. L’attività sportiva è definita dalle autorità mediche e da tutta la comunità scientifica come necessaria alla prevenzione delle patologie e al mantenimento del corretto stile di vita, con la conseguenza di abbattere, con percentuali elevate, l’incidenza sulla spesa pubblica nel servizio di sanità. Lo sport è salute: evitando la chiusura delle piscine i cittadini italiani potranno continuare a praticarlo.
Ill.mo Presidente, nel rispetto dell’Art 32 della Costituzione Italiana
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”
Chiediamo:
A. che si riconosca il ruolo di centri della salute alle piscine e che queste continuino a rimanere aperte anche al variare della situazione epidemiologica;
B. che si risponda con la massima urgenza alle istanze di questa nota per evitare danni irreparabili al settore.
Abbiamo ritenuto opportuno sintetizzare le nostre istanze in quattro punti.


1. Ristori
L’azione degli ultimi due Governi si è caratterizzata per una totale inconsistenza sui ristori che realisticamente avrebbero potuto allentare la pressione sulle società di gestione degli impianti natatori. Nessuno, in oltre un anno e mezzo, ha saputo cogliere la differenza tra impianti sportivi «energivori» e «non energivori» e poco o nulla è stato fatto in questo
senso.
Non mancano, ad onor del vero, esempi virtuosi di aiuti concreti. È notizia di pochi giorni fa la (rara) sinergia tra istituzioni sportive e governo locale che ha visto Regione Sardegna erogare contributi complessivi alle società per un totale 3,15 milioni di euro. L’iniziativa, promossa da FIN Sardegna, nella figura del suo presidente Danilo Russu, e subito colta dalla politica locale, ha permesso di salvare – nel significato più letterale del termine – le società di gestione e nel contempo di tutelare il patrimonio infrastrutturale della regione. Provvedimenti analoghi sono stati presi con successo anche in Emilia Romagna con uno stanziamento alle amministrazioni locali di 1,5 milioni a sostegno degli impianti natatori e nel Molise.
Con grande amarezza ci troviamo però a dover ammettere che si tratta di casi isolati in un panorama nazionale desolante.


2. Infrastrutture
Nonostante mille propositi e numerosi solleciti da più parti, nessuna operazione concreta è andata nella direzione della progettualità infrastrutturale. Abbiamo sempre ritenuto che l’estensione dell l «Ecobonus 1 10%» agli impianti sportivi rappresentasse un grande traino per il rilancio dell’impiantistica del Paese.
ln Italia (dati CONI) oltre 77mila impianti sportivi sono di competenza di 7904 sindaci: un patrimonio pubblico verso il quale non c’è stata e non c’è alcuna visione d’insieme per il futuro. Un intervento massivo per l’efficientamento energetico degli impianti e la riduzione delle emissioni avrebbe permesso la valorizzazione di questo patrimonio rendendolo resiliente alla sfida del tempo.
Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori

3. Costi dell’energia
Un riverbero del secondo punto riguarda i costi dell’energia.
ln questi giorni stiamo assistendo ad un picco speculativo sui costi unitari energetici di gas, metano e kw elettrici, con un incremento dei costi che oggi si attesta attorno al 45%. Considerato che siamo «solo» a novembre e manca ancora un mese alla stagione più fredda, non siamo in grado di prevedere quale sia la prospettiva sui costi per l’inverno.
Il dato attuale e l’incertezza sul medio termine si aggiungono alle numerose fatiche che negli ultimi mesi hanno «strozzato» le società di gestione, SSD e ASD che in oltre sette mesi di lockdown hanno dovuto rinunciare agli introiti derivanti dall’attività tradizionale. Da qui sorge spontanea una domanda: chi pagherà le utenze?
Va da sé che un importante intervento a salvaguardia degli impianti energivori, per una reale conversione energetica che tendesse alla Classe A (spesso un’utopia in un Paese come l’Italia) avrebbe permesso di parare il colpo in caso di rincari. Ritiene sia giusto che oltre alle utenze «gonfiate», le società di gestione si trovino a dover rispondere della mancata di progettualità di cui sopra e, in sostanza, a dover pagare due volte?


4. Un settore emarginato
È mortificante constatare come negli ultimi mesi il Governo abbia dedicato grande attenzione a molti settori, alcuni anche collaterali come quello delle terme, fuorché al nostro.
A fronte di bonus per l’acquisto di monopattini e televisori, nulla è stato fatto per favorire la ripartenza delle attività sportive. Non un’azione per erogare un bonus da 200 euro a famiglia – al netto dell’ISEE – che permettesse la frequenza di corsi di nuoto e ginnastica in acqua, di campi da tennis, corsi di fitness o favorisse il generico ritorno all’attività motoria dopo una lunga inattività.
La preghiamo di considerare questa nostra lettera come il più sincero grido di dolore di un settore disperato, sfinito. Dalla metà del 2020 e per tutto il 2021 , le nostre sigle, dapprima singolarmente, poi riunite nel Coordinamento, hanno fatto il possibile per portare le istanze del settore su una molteplicità di tavoli.
Siamo stati a Roma, abbiamo parlato con i gruppi parlamentari, ci siamo mossi in modo trasversale agli schieramenti politici. Siamo stati, ad onor del vero, anche ascoltati dalle istituzioni ma nulla è stato fatto. La misura è colma.
Certi di un riscontro positivo da parte del Governo, rinnoviamo la nostra disponibilità a una collaborazione attiva e continuativa su queste ed altre tematiche riguardanti lo sport, la sua promozione e la gestione di impianti sportivi.


AGISI — Presidente Giorgio Lamberti
Assonuoto — Presidente Alessandro Valentini
Insieme si Vince — Delegato Andrea Biondi
Piscine del Piemonte — Delegato Luca Albonico
Piscine Emilia Romagna — Coordinatori Luca Bosi e Roberto Veroni SIGIS – Presidente Sergio Tosi
Marco Sublimi
Delegato dal Coordinamento Nazionale

COMUNICATO: GRUPPO DI LAVORO – RIFORMA DELLO SPORT

A tutti i soci,
vi comunichiamo i risultati del gruppo di lavoro riforma dello sport.
Sigis ha delegato il rappresentante del Coordinamento Gestione Impianti Natatori, Roberto Veroni.

Gruppo di Lavoro-Riforma dello Sport
RESOCONTO incontro del 16/11/2021
Creative Management Association


PARTECIPANTE
1. FABIO ROMEI MSA LM-47
2. ALBERTO BONOMI CMA
3. LUIGI VECCHIO ACQUANETWORK
4. PAOLO GECCHELIN ACQUANETWORK
5. FABRIZIA MONELLI ACQUANETWORK
6. MARIA FACCIN AISE LM-67
7. GERARDA SOREN AISE LM-67
8. VERONICA TELLESCHI ANIF
9. NICOLA PINZI ANIF
10. SARA ZANATTA ASSOSPORT
11. ANDREA PAMBIANCHI CIWAS
12. MATTEO MORANDINI CIWAS
13. CARLOITA IETTO CIWAS
14. SIMONE BOSCHI per CIWAS
15. ROBERTO VERONI COORD. GEST. IMP. NATAT.
16. LUIGI ANGELINI FITCOMM
17. GERARDO RUBERTO FSSI
18. FABIO RONGHI FSSI
19. MAURIZIO PERAZZOLO FSSI
20. LUCA BENDEL IAIA ASSOCIAZIONE UFAB



SINTESI INTERVENTI:


MSA-ROMEI: Scopo dell’incontro: rifare il punto della situazione tra le varie Associazioni e proporre un nuovo iter operativo per poter poi permettere a tutti di valutare se procedere o meno.
Obiettivo del Gruppo di Lavoro: armonizzare i contributi delle Associazioni per produrre un DOCUMENTO Dl SINTESI

CIWAS-PAMBIANCHI: Necessità di fare chiarezza tra le Sigle rispetto ai molti incontri già avuti e migliorare la modalità di condivisione per interagire con chiarezza di intenti e concretezza di proposte con documenti di riferimento sui quali convergere o utilizzare come spunto. Al riguardo rimanda alla condivisione delle proposte di cui al Memorandum CIWAS disponibile on-line su www.RiformaDelloSport.it e che verrà ricondiviso nel flusso mail del Gruppo di Lavoro.
ln ogni caso nelle more dei lavori di questo Gruppo tutte le Associazioni possono comunque procedere autonomamente, senza vincoli e senza alcun problema nei loro programmi.

FITCOMM-ANGELINI: Importante focalizzarsi in maniera verticale sul soggetto giuridico commerciale che NON esclude il no profit e su quale percorso istituzionale seguire (riforma, Legge di bilancio, altro). Propone uno scenario operativo formato da rappresentanti e gruppi di lavoro.
MSA-ROMEI: Pone l’attenzione su un primo obiettivo importante “forma giuridica”. E’ indispensabile però ragionare se vogliamo lavorare all’interno della riforma dello sport o al di fuori. Se operiamo nell’ambito della Riforma ci possiamo riferire “all’Art.6 della Riforma Sport” per ampliarlo e modificarlo o se aggiungere delle eventuali modifiche che possa interessa a chi è rimasto escluso.


ANIF-PINZI: Anif, relativamente alla forma giuridica, ha presentato emendamento art.6 con sostituzione da società di persone a società di capitali in quanto struttura più adatta anche ad un miglior controllo da parte delle Istituzioni che appunto propongono in concertazione. Il termine per le proposte emendative era il 4 ottobre, quindi o legge di bilancio o progetto di legge autonomo.


BOSCHI: la forma giuridica è importante se ci si pone l’obiettivo ultimo di ottimizzare l’approccio profit. Ricordiamoci che spesso non è escluso dalla legge degli appalti (tema gestione impianti sportivi) ma nello stesso tempo alcune forme di cooperative si, quindi questo costituisce un paradosso. Per tanto dobbiamo trovare una chiave di lettura che non faccia allontanare la terminologia commerciale ma la renda accettabile.


CIWAS-PAMBIANCHI: Dettaglia il format di IMPRESA SPORTIVA già discusso al ForumBologna come soggetto commerciale che unisce lo sport alla salute con esenzione iva ampliando art.10 punto 19 DPR 633/72. Tra i parametri possiamo riprendere l’idea di creare una forma che lavori verso lo sport ma che venga riconosciuta anche dal mondo della salute. Questo consentirebbe di giustificare le aliquote iva diverse “4 0 10 0 22” come avviene già nel mondo termale.
MSA-ROMEI: Seguendo questi ragionamenti è necessario sviscerare il concetto delle imposte e dell’IVA, che fa la differenza in una realtà commerciale. I riferimenti sono: Legge stabilità 2021 comma 44/45/46: Utili non commerciali (APS che fanno anche SPORT) attività di interesse generale per abbattimento tassazione per poter giocare su più tavoli (riforma, leg bilancio, leg stabilità).


FITCOMM-ANGELINI: IVA al 10% in base a esercizio terapia e prescrizioni, ma è demandato alle Regioni perché non c’è una normativa Nazionale. Il Piano Nazionale della Prevenzione però sottolinea l’importanza dell’esercizio terapia e quindi può essere un buono spunto. Uno scoglio importante sarà il fatto che l’iva è un’imposta Comunitaria e la Ragioneria di Stato perché il primo calcolo che fanno è di quanto si riduce il gettito per qualsiasi lavoro sull’iva agevolata
CIWAS-PAMBIANCHI: questo è vero però solo nel caso delle SRL che diventano agevolate; mentre invece dobbiamo far focalizzare la Ragioneria (anche grazie al supporto dei dati in possesso di Sport e Salute) sul 95% delle Strutture Sportive e sul nuovo gettito di tutte le ASD/SSD che diventerebbero commerciali agevolati; in questo modo possiamo arrivare (in entrambi i casi) all’obiettivo comune.

MSA-ROMEI: Fare estrema attenzione all’attuale totale esenzione che ad oggi è diventata estremamente labile. Prendiamo spunto dal Dlg 36. ln cui si parla moltissimo di “salute”. Non sottovalutiamo il momento attuale: le SSD che hanno attività decomercializzate con iva a 0 e l’agenzia delle entrate cataloga le SSD come enti commerciali. Quindi è da considerare un passo avanti in comune (noi ed il legislatore) per accettare un pagamento di iva ridotta ma non a 0. ln questo modo si avrebbe, inevitabilmente, un aumento dei costi che però passa anche nel secondo punto importante di sviluppo che è “lavoro sportivo”.


ANIF-PINZI: Anif relativamente al parallelismo con il settore termale ripercorre che nella scorsa legge aveva proposto un emendamento per il 2021 per un fondo pari a 100 milioni di euro per un contributo per l’acquisto degli abbonamenti entro il 15 settembre 2021. Ma purtroppo non è stato accettato in sede di discussione e in commissione e in assemblea.


UFAB-BENDEL: Molti dei nuovi CCNL sono stati presentati prima della ridefinizione della Riforma e non tengono conto delle nuove linee di pensiero.
Delinea i riferimenti del CCNL identificato da UFAB per il quale poi invierà dettagli, che verrà depositato a fine novembre. UFAB ha sviluppato una proposta di contratto collettivo coerente con la riforma dello sport. Tutti gli altri contratti depositati fanno riferimento all’art, 18. La riforma dello sport non è coerente con l’art. 18. Questi due punti non possono essere cambiati, a mio avviso. Lo studio è stato fatto sui contratti attuali e più molti spunti di flessibilità recepiti dal CCNL per i collaboratori domestici. Siamo riusciti a sviluppare un documento con un’incidenza del costo lavoro pari al 20 max 30 %. L’analisi è stata fatta sul mondo della piscina e del fitness che sono in due mondi principali. Partendo da un compenso di 15 € h lorde. Concordo nel creare una società commerciale.


BOSCHI: Focus sulla proposta Lavoratore Autonomo Sportivo con 3 obiettivi:
1. Il collaboratore vuole essere inquadrato come tale (libertà di scelta di inquadramento)
2. Garantire un accantonamento utile per la pensione
3. Alleggerire i club e le organizzazioni dai costi aggiuntivi


COGIN-VERONI: Importante la tutela per i lavoratori e diventare settore commerciale; evitando che la subordinazione diventi obbligatoria ma un’opportunità, in linea con la proposta di Bendel di contratti a termine e no art.18; per le agevolazioni sul lavoro definire meglio l’attività prevalente e la soglia di esenzione come valore economico. Anche la questione Ecobonus 110% non è da tralasciare. Trovare equilibrio tra nuovi costi e necessarie agevolazioni.

ASSOSPORT-ZANATTA AssoSport rappresenta la filiera, e come per il settore della montagna anche per questo settore vuole dare il suo apporto.


ACNW-GECCHELIN: Iva agevolata vorremmo partire dal 4%, importante dare dignità al lavoro sportivo ma con il mantenimento dell’equilibrio per le Strutture. Iva al 10% può essere una strada. Manteniamo anche ssd e asd. Credo che chi non fa agonismo è la maggior
parte del mondo. Favorevole alle tutele e alle contribuzioni. Favorevole al binomio sport e salute. Deve essere chiaro fin da subito quello che sarà il nostro dopo.


ANIF-PINZI: Anif ha proposto al Tavolo Tecnico: COCOCO con diversificazione scaletta a crescere dal 2023 al 2029 per i contributi.


MSA-ROMEI: Ringraziamo tutti per il contributo e direi di riassumere tre temi cardine su cui il gruppo di lavoro si concentrerà per redigere un documento unico:
1. Forma giuridica
2. Lavoro sportivo — inquadramento
3. Incentivi e detrazioni (Lamberti ha ottime proposte inerti al 110% e altro)

La riunione, iniziata alle 14.30 si conclude alle 16.20 rimandando a queste fasi successive:
1. Invio del presente Resoconto Incontro a cura di CMA.
2. Scadenza al 30 novembre per l’invio da parte delle varie Associazioni dei loro contributi da far convergere.
3. Dopo tale data CMA si occuperà di armonizzare i contributi ricevuti dalle Associazioni per produrre un DOCUMENTO Dl SINTESI da poi proporre in approvazione al Gruppo di Lavoro.

COMUNICAZIONE AI SOCI

Caro Socio,
scusandoci per la lunga interruzione estiva, ti comunichiamo che, anche se non ci siamo più sentiti né incontrati, il nostro sindacato ha continuato ad operare, in modo particolare, aderendo al coordinamento gestori impianti natatori nato per questo momento di emergenza con lo scopo di seguire in modo particolare il settore natatorio particolarmente danneggiato e in difficoltà in seguito alla pandemia. Abbiamo incontrato tutte le forze politiche per esporre le difficoltà e le problematiche inerenti gli impianti natatori e non solo, chiedendo la possibilità di un uso il più possibile vicino al periodo pre-covid. Come tutti ben sapete l’emergenza non è terminata e tutto il settore impianti sportivi è in sofferenza.
I problemi sono evidenziati in questi 3 aspetti:
1- Costi energia
2- Nuovo contratto di lavoro collaboratori sportivi
3- Definizione in modo chiaro esenzione iva attività didattiche sportive
Augurando un buon lavoro e un saluto a tutti i soci, nelle prossime ore comunicheremo data e ora di una call per chiarire quanto sopra e sentire il vostro importante parere sulla situazione che stiamo vivendo.
Contatti:
Verona, via Saffi, 2/D
Telefono: 338 3851306
Mail: presidenzasigis@gmail.com

Il presidente
Sergio Tosi