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COME NON SUBIRE

COME NON SUBIRE

Il mondo dello sport è sotto assedio.

Abbiamo assistitito, basiti, all’assalto del fortino della attività motorie : le truppe ossidionali delle ASL e dei NAS sono entrate nei nostri impianti ed hanno effettuato controlli a tappeto, in quelli che sono artatamente e subdolamente indicati come « centri di contagio ».

E, udite udite, non hanno trovato le refurtiva, nessuna traccia del virus maledetto, nessuna norma del protocollo violata, nessun operatore che non fosse perfettamente edotto della buona pratica nel momento emergenziale.

E mi pare dovessi arrivare a 67 anni per ascoltare, con le mie orecchie e ad occhi spalancati, i NAS complimentarsi per la gestione dei nostri centri.

Dal Brennero a capo Pachino, tutti i gestori privati, i piccoli proprietari di palestre e centri sportivi, i conduttori di piscine pubbliche, hanno dimostrato che quando si vuole, si può, anche in questo sgangherato paese. Anche in emergenza, senza badare al profitto ma solo al sociale e all’etica di condivisione. E davvero non si capisce, in luoghi dove la trasgressione della legge pare quasi un diritto acquisito per nascita sul suolo italiano, come si possano sanzionare, con la prospettiva del fallimento, coloro che, a quella legge, obbediscono e si conformano, applicando i protocolli.

Eppure si vuol chiudere un settore che fa risparmiare 2 miliardi di euro all’anno alla sanità pubblica (5 mld se venissero coinvolti tutti gli italiani sedentari). Attività imprenditoriali che custodiscono con cura professionale e attenzione sociale il benessere fisico e psicologico della popolazione, infantile, adolescenziale, giovanile, adulta e anziana.

Vogliamo parlare di quanto abbiano sofferto gli anziani chiusi nelle proprie case, senza attività motoria, dei loro quadri emato-chimici completamente sballati dopo il lockdown ? Vogliamo parlare dei disabili cognitivo relazionali ? Privati del loro spazio vitale, dei loro educatori ? Ragazzi che hanno visto vanificare anni di miglioramenti ottenuti con sacrifici, lavorando nei nostri impianti, con un regresso che non sarà mai più compensato ?

Vgliamo parlare del mutato atteggiamento psicologico dei ragazzi e degli adulti chiusi in casa, privati della loro attività motoria quotidiana ?

Delle centinaia di migliaia di lavoratori del mondo dello sport, categorie non garantite dagli ammortizzatori sociali, che andranno a riempire le fila dei questuanti alla Caritas ?

Ma sappiamo che la cosiddetta classe politica da questo orecchio non ci sente. Sappiamo che il famigerato CTS « vola alto » sulle nostre disperazioni umane, senza prendere in considerazione il contesto, senza valutare i pro e i contro di queste misure draconiane.

Ebbene, visto che la voce è flebile, varrà il gesto. Non ci resta che manifestare e, insieme, adire le vie legali.

Faremo ricorso al TAR se lo ritenessimo necessario, se decidessero di chiudere i nostri impianti, e andremo avanti nei diversi gradi di giudizio, nel caso non fossero valutate le nostre ragioni e nella giusta misura.

Sappiamo di aver subito troppo e troppo spesso. Sappiamo di essere il perfetto capro espiatorio dell’inefficienza della macchina statale in materia di sanità, trasporti e organizzazione scolastica. Sappiamo che paghiamo la corruzione e le concussioni della burocrazia amministrativa pubblica. Speriamo che tutto questo non valga la cessione delle nostre imprese alle multinazionali estere di settore, o nelle mani, rapaci e volgari, della criminalità organizzata, una volta che si decidesse di chiudere per disperazione

In altre epoche si sarebbe arrivati al redde rationem in altro modo, nel civilissimo 2020, in nome delle guarentigie costituzionali, andremo in tribunale.

Poi scenderemo in piazza, mostrando le certificazioni delle ASL e dei NAS.

Infine, speriamo di non dover opporre una sorta di disobbedienza civile, magari cominciando a restituire le cartelle esattoriali e a non pagare le utenze.

Basta subire, l’obbligo del rispetto all’autorità è cosa opportuna, come cosa dignitosa è non genuflettersi ai referenti pubblici.

MAURIZIO CASTAGNA

REDAZIONE

2 pensieri su “COME NON SUBIRE

AnnunciataPubblicato in data7:39 am - Ott 26, 2020

Condivido tutto,ma sono sicura che questo governo ha come ultimo fine,la distruzione del tessuto economico e vitale del nostro Paese. La ribellione è d’ obbligo

Elisa QuercioliPubblicato in data9:46 am - Ott 26, 2020

Anch’io condivido in pieno e scenderei in piazza

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